Amedeo Nazzari

RICORDAMI
Amedeo Carlo  Leone Buffa
„Mi arrivò un telegramma in cui mi si pregava di farmi delle fotografie con i baffi. Non trovai di meglio che farmeli disegnare dal truccatore. Fu conciato il quel modo che posai davanti all'obiettivo, ma feci di meglio: convinsi il fotografo a scendere in strada e con l'aiuto di una mancia indussi un vetturino a staccare il cavallo... [Leggi tutto]„Mi arrivò un telegramma in cui mi si pregava di farmi delle fotografie con i baffi. Non trovai di meglio che farmeli disegnare dal truccatore. Fu conciato il quel modo che posai davanti all'obiettivo, ma feci di meglio: convinsi il fotografo a scendere in strada e con l'aiuto di una mancia indussi un vetturino a staccare il cavallo dalla sua carrozza. Con i baffi dipinti e una vecchia divisa addosso mi misi in posa. Potrà sembrare strano ma quelle foto convinsero i produttori che ero davvero l'uomo che cercavano.“ Amedeo Nazzari. Amedeo Nazzari, nome d'arte di Amedeo Carlo Leone Buffa (Cagliari, 10 dicembre 1907 – Roma, 5 novembre 1979), è stato un attore italiano. Figlio di Salvatore Buffa, proprietario di un pastificio e di Argenide Nazzari, il futuro attore prenderà il suo nome d'arte dal nonno materno, Amedeo Nazzari, già presidente della Corte d'appello di Vicenza, trasferito poi a Cagliari. Amedeo Buffa ha solo sei anni quando suo padre muore e la madre si trasferisce con lui e le sorelle a Roma. Qui compie gli studi presso un collegio di padri salesiani dove matura la sua vocazione artistica fin dalle prime recite scolastiche, per poi passare ai palcoscenici delle filodrammatiche e arrivare infine, dopo aver abbandonato gli studi di ingegneria, al teatro vero e proprio. L'esordio da professionista avviene nel 1927 con la compagnia di Dillo Lombardi, per passare negli anni successivi a compagnie più importanti come quelle di Annibale Ninchi, di Memo Benassi e di Marta Abba. Nel 1935 è notato da Elsa Merlini che gli offre una parte nel film che sta per girare, Ginevra degli Almieri. La pellicola non avrà successo e Nazzari tornerà al teatro. Ancora una volta sarà un'attrice, Anna Magnani, a intuire le sue doti: giovane artista allora emergente e moglie del regista Goffredo Alessandrini, la Magnani insiste con suo marito affinché Amedeo faccia parte del cast di Cavalleria. La sua prestanza fisica, arricchita dal fascino della divisa, diventa la principale attrazione del film che, presentato a Venezia alla Mostra del Cinema e poi proiettato in tutte le sale d'Italia, diventerà uno dei maggiori incassi del 1936. A partire dagli anni settanta, dirada sempre più gli impegni televisivi e cinematografici per una insufficienza renale che lo costringe a ripetuti ricoveri in clinica. Partecipa anche nel 1975 ad un episodio della serie televisiva L'ispettore Derrick, intitolato L'uomo di Portofino e trasmesso da Rai 2 nel 1979; la scena principale in soggettiva fu girata, in lingua italiana, a Portofino. Negli ultimi due film, Nina di Vincente Minnelli e Melodrammore di Maurizio Costanzo, lo si vede apparire in piccole partecipazioni. Muore nella clinica Villa Claudia di Roma la sera del 5 novembre 1979, pochi mesi prima che la figlia Maria Evelina gli desse il primo nipotino, Leonardo. Col nome di Amedeo Nazzari Buffa, è sepolto al cimitero monumentale del Verano di Roma. [Nascondi]
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